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mercoledì 9 ottobre h 18.45 incontro con MIMMO SAMMARTINO con cui parleremo del suo ultimo romanzo ballata dei miracoli poveri h (hacca edizioni)

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Date(s) - 09/10/2019
18:45 - 19:45

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MERCOLEDI’ 9 OTTOBRE H 18.45

HACCA_sammartino_OKMC+incontro con Mimmo Sammartino

con cui parleremo del suo ultimo romanzo

ballata dei miracoli poveri

Mimmo Sammartino, giornalista e autore di testi di teatro, ha scritto Un canto clandestino saliva dall’abisso, Vito ballava con le streghe, Ballata dei miracoli poveri, Il paese dei segreti addii.

Mimmo Sammartino è un amico e un vero scrittore. Con lui e con il suo capolavoro Un canto clandestino saliva dall’abisso, abbiamo inaugurato la Libreria del Mondo Offeso nel 2008 insieme a un altro grande, grande amico Eugenio Allegri. Con loro in questi anni abbiamo assistito all’accelerato cambiamento culturale e con loro continuiamo a credere nel potere della parola, dell’arte, dello scambio, del contatto “non virtuale” fra le persone. Noi uomini del ‘900 con infinita curiosità ed entusiasmo nel tentativo continuo di capire l’uomo le sue contraddizioni, la vita e i linguaggi in continua evoluzione.

ballata dei miracoli poveri

“Tornarono le pupille dell’incanto, della malia d’amore. Il seguito ideale di “Vito ballava con le streghe”

Vito, il contadino, si è perduto in un bosco remoto. Si è fatto errante. Ha smarrito, insieme alla strada, tutto ciò che era. In questo spazio abitato da ombre e da fantasmi, non sa più riconoscersi, non sa che cosa è diventato. Un viaggio sentimentale, tra fiaba e mito, in una terra grondante di visioni e di prodigi. Terra del sogno e di disperazioni. Terra dell’infanzia e di magia. Spazio della memoria ritrovata, dell’abdicazione della presenza dinanzi alla furia della natura, del pregiudizio umano e degli accadimenti. Davanti alla ineluttabilità dei destini.

vito ballava con le streghe

La storia tramandata di una stregoneria, che indaga e mette in scena una visione del cosmo contadina.

«”Quelle donne, le mascìare, si ungevano con l’olio fatato raccolto dalla cavità di un albero d’ulivo, e custodito in una pignatta di terracotta. Poi attraversavano in volo la notte sulla groppa di cani bianchi”. Vito ballava con le streghe nasce, nella mia testa, dallo stupore di questa immagine fantasmagorica. Una immagine tramandata dalla sapienza e dalla memoria popolare, dalla voce delle antiche narratrici (come lo è stata Caterina, mia nonna, donna di Castelmezzano e prima “fonte” della mia ricerca) che raccontavano le storie al fumo dei camini. Ma tracce di queste storie si possono ritrovare nei documenti relativi ai processi a streghe e stregoni celebrati dalla Santa Inquisizione».